I punti essenziali da tenere a mente
- È una nuotatrice italiana nata nel 1999 a Cittadella e ancora presente nel circuito internazionale nel 2026.
- Il suo profilo tecnico è forte nei misti e nei 200 farfalla, due gare che premiano versatilità e tenuta mentale.
- La scheda federale la indica con GS Fiamme Oro / Team Veneto; i report recenti mostrano che resta competitiva in stagione.
- I tempi vanno letti distinguendo bene tra vasca corta e vasca lunga, perché il contesto cambia il valore del risultato.
- Il suo percorso insegna che nel nuoto agonistico contano continuità, qualità tecnica e capacità di adattarsi ai picchi di forma.
Chi è la nuotatrice di Cittadella nel panorama italiano
Se guardo il suo profilo, la prima cosa che noto è la completezza. Nata a Cittadella il 5 ottobre 1999, alta 181 cm e con 66 kg di peso, Cusinato ha costruito il proprio nome sulla versatilità più che su una sola distanza. Nella scheda della Federazione Italiana Nuoto risulta tesserata per GS Fiamme Oro / Team Veneto, con una base formata al Centro Nuoto Tezze: è il classico percorso di un'atleta che cresce bene quando la struttura tecnica è solida e poi si affina con anni di lavoro ad alto livello.
Questo dettaglio non è secondario, perché nel nuoto agonistico la specializzazione arriva dopo. Prima serve una meccanica affidabile, poi la capacità di reggere gara dopo gara senza perdere qualità. È da qui che ha senso leggere il suo profilo, non solo dal palmarès.
Perché il suo profilo conta nel nuoto agonistico
Il valore di una nuotatrice come Cusinato sta nel fatto che non offre una sola risposta tecnica. Nei misti, cioè nelle gare in cui si nuotano farfalla, dorso, rana e stile libero nello stesso ordine, devi cambiare assetto quattro volte nella stessa prova; nei 200 farfalla devi saper sopportare un carico molto pesante senza perdere la linea del corpo. Sono gare che puniscono subito chi parte male o chi spreca energia nei passaggi.
Io leggo il suo percorso così: non come la storia di una specialista estrema, ma come quella di un'atleta che regge bene la complessità. Questo nel nuoto conta moltissimo, perché il medley premia chi sa nuotare forte senza disordinarsi. La tecnica deve restare pulita quando la fatica sale, e la testa deve sapere quando forzare e quando tenere.
- Nei misti la differenza la fanno transizioni e virate, non solo la velocità pura.
- Nel farfalla contano resistenza al lattato, cioè la capacità di sostenere velocità alte quando il corpo “brucia”, e continuità di ritmo.
- Negli underwater, cioè i tratti subacquei dopo partenze e virate, si guadagnano o si perdono metri decisivi.
- Nella programmazione stagionale pesa la capacità di arrivare al picco nel momento giusto, non di brillare una sola volta.
Questa è la ragione per cui i risultati di Cusinato vanno letti dentro il contesto, non solo dentro il cronometro. E per capirlo davvero, vale la pena guardare i numeri che la definiscono meglio.

I risultati che spiegano la sua crescita
I dati della Federazione Italiana Nuoto e di World Aquatics mostrano una carriera costruita su picchi importanti e su una presenza stabile ai vertici italiani. Nel 2026 è stata inserita tra le convocate azzurre per il Mare Nostrum e al Sette Colli ha chiuso i 400 misti in 4'41"37, quarta prestazione personale di sempre: non è un dettaglio da archivio, è il segnale di un'atleta ancora competitiva in un quadro internazionale esigente.
| Contesto | Risultato | Cosa racconta |
|---|---|---|
| Europei 2018, 200 misti in vasca corta | 2'10"25 | Un crono che l'ha portata al livello delle migliori specialiste europee del medley. |
| Europei 2022, 200 farfalla in vasca lunga | 2'07"77 | La prova che il suo delfino regge anche in vasca da 50 metri, dove il ritmo va costruito con più pazienza. |
| World Cup 2022, 200 farfalla in vasca corta | 2'05"30 | Un successo che conferma il peso delle virate e degli underwater nelle gare brevi in piscina da 25 metri. |
| Sette Colli 2026, 400 misti | 4'41"37 | Un riferimento stagionale utile per capire che la continuità è ancora presente, non solo il passato. |
Quello che mi interessa, più della singola riga di tabella, è il disegno generale: una nuotatrice capace di restare credibile su più specialità, con un baricentro forte tra misti e farfalla e con margini di lavoro anche in altre gare. È un profilo raro, e in Italia resta molto utile da osservare per chi segue il nuoto agonistico sul serio.
Cosa insegna il suo profilo a chi si allena sul serio
Se un giovane atleta mi chiedesse cosa si può imparare da questo percorso, risponderei senza esitare: non cercare scorciatoie, cerca ordine. Il nuoto di livello non si costruisce solo con più vasche, ma con più qualità dentro ogni vasca. È una differenza enorme, e spesso viene sottovalutata.
- Lavora sulla tecnica quando sei fresco perché la pulizia del gesto si vede davvero solo prima che arrivi la fatica.
- Allena le transizioni tra uno stile e l'altro, perché nei misti il cambio di ritmo vale quasi quanto la velocità di bracciata.
- Non ignorare il secondo tratto di gara: nei 200 farfalla e nei 400 misti è lì che si decide il risultato.
- Impara a leggere le virate, soprattutto in vasca corta, dove ogni dettaglio vale metri guadagnati o persi.
- Accetta che la forma venga a blocchi: nel nuoto agonistico la continuità di stagione conta più del colpo isolato.
Questo approccio vale anche fuori dalla piscina: chi vuole migliorare davvero deve guardare meno all'effetto immediato e più alla qualità della costruzione. Ed è qui che il percorso di Cusinato diventa interessante come caso concreto, non solo come nome da risultato.
Come leggere i suoi tempi senza confondere vasca corta e vasca lunga
Uno degli errori più comuni, quando si parla di risultati nel nuoto, è confrontare tempi diversi come se fossero equivalenti. Non lo sono. In vasca corta ci sono più virate, più spinte e più tratti subacquei; in vasca lunga, invece, la gara è più lineare e chiede una tenuta diversa. Per questo un crono non va mai letto da solo.
| Confronto | Differenza utile da vedere | Interpretazione pratica |
|---|---|---|
| 200 misti | 2'06"17 in 25 metri contro 2'10"25 in 50 metri | La distanza tra le due prestazioni mostra quanto il cambio vasca possa incidere sul tempo finale. |
| 200 farfalla | 2'05"30 in 25 metri contro 2'07"77 in 50 metri | Il delfino resta competitivo in entrambi i formati, ma la lettura tattica cambia molto tra i due contesti. |
Io userei questi numeri con molta cautela: servono per capire il profilo dell'atleta, non per fare paragoni grezzi con altre nuotatrici o con tempi di anni diversi. Cambiano la forma, il calendario, il carico di allenamento e persino il tipo di gara affrontata in una determinata settimana. In altre parole, il cronometro è utile solo se lo leggi insieme al contesto.
Perché il suo percorso resta utile a chi nuota oggi
La cosa più interessante del percorso di Cusinato è che resta leggibile per chiunque lavori in piscina: parla di tecnica, adattabilità e continuità. Non promette scorciatoie, ma mostra che una struttura di gara solida può durare nel tempo anche quando il calendario internazionale si fa più denso.
Se guardo il suo profilo da tecnico e da osservatore, il messaggio è semplice: nel nuoto agonistico vince chi sa tenere insieme qualità del gesto, gestione della stagione e capacità di restare presente quando arrivano le gare che contano. Per un atleta, per un allenatore e persino per chi segue il nuoto da appassionato, è una lezione molto concreta. Ed è questo, più del singolo risultato, che rende il suo percorso ancora rilevante nel 2026.