Pasquale Giordano nel nuoto agonistico tra vasca e acque libere

Nuotatore con cuffia Arena e occhialini, immerso nell'acqua con spruzzi. Potrebbe essere Pasquale Giordano in azione.

Scritto da

Amedeo De luca

Pubblicato il

17 lug 2026

Indice

Nel nuoto agonistico, certi profili raccontano più di una classifica: mostrano come si costruisce un fondista capace di tenere ritmo, tattica e resistenza nello stesso colpo d’occhio. Il caso di Pasquale Giordano è utile proprio per questo, perché mette insieme risultati in acque libere, conferme nelle categorie giovanili e una base cronometrica solida anche in vasca. Qui trovi una lettura pratica del suo percorso, di ciò che lo rende interessante e di cosa può imparare chi segue o pratica il fondo.

I punti chiave da tenere a mente

  • Il profilo che emerge è quello di un atleta italiano forte soprattutto nelle distanze di fondo e nelle acque libere.
  • I risultati giovanili aiutano a capire una crescita graduale, non improvvisata.
  • Il passaggio tra vasca e open water è centrale per leggere bene il suo percorso.
  • Nel fondo contano non solo il tempo finale, ma anche orientamento, gestione del gruppo e alimentazione in gara.
  • Chi nuota a livello agonistico può ricavare indicazioni concrete su come costruire resistenza e continuità.

Chi è il fondista italiano che emerge dalle gare

Quando guardo il profilo di Pasquale Giordano, la prima cosa che noto è la doppia identità sportiva: nuoto in vasca e acque libere. Nella scheda World Aquatics appare come atleta italiano impegnato in entrambe le discipline, con un medagliere che include un argento e un bronzo nei contesti internazionali di fondo, oltre a diversi riferimenti cronometrici utili a leggere la sua tenuta sulle distanze lunghe.

Il dato che racconta meglio il suo livello, per come lo leggo io, è il 10 km chiuso in 1:42:49.37 nella EA Open Water Swimming Cup 2025. Non è soltanto un buon tempo: è il segnale di un atleta che sa stare dentro una prova lunga senza perdere la struttura della gara. In altre parole, non sembra un nuotatore costruito per la sola esplosività, ma un fondista capace di reggere il lavoro di ritmo e il lato tattico delle acque libere.

Questo è importante anche per chi cerca informazioni sul nome: nel nuoto, il riferimento più pertinente è proprio quello di un agonista con esperienza tra junior e assoluti, non di un profilo casuale o generico. E da qui vale la pena entrare nella sua progressione, perché è lì che il quadro diventa davvero chiaro.

La crescita che si legge nei risultati giovanili e assoluti

Un percorso nel fondo si capisce meglio quando non si guarda solo il podio più recente. Nel caso di Giordano, la sequenza dei risultati suggerisce una maturazione abbastanza lineare: prima le conferme tra i giovani, poi l’ingresso più stabile nelle gare che contano davvero. La Federazione Italiana Nuoto lo riporta, per esempio, campione nazionale assoluto nei 2,5 km a Piombino in 27'03"9, un risultato che pesa perché arriva in una distanza corta ma molto densa dal punto di vista del ritmo e della gestione mentale.

Se metto in fila i passaggi principali, il quadro diventa ancora più leggibile.

Fase Risultato Perché conta
Europei juniores 2021 Bronzo nei 7,5 km in 1:26:36.47 Prima conferma internazionale su una distanza lunga e selettiva
Mondiali juniores 2022 Bronzo nella 4x1500 m mixed Segnale di affidabilità anche nelle prove di squadra
Coppa europea acque libere 2025 Argento nei 10 km in 1:42:49.37 Salto di qualità verso il livello assoluto
Assoluti open Titolo nazionale nei 2,5 km Conferma della capacità di produrre ritmo alto anche su prova più corta

La cosa che mi interessa di più, qui, non è il singolo piazzamento ma la continuità. Un atleta che si conferma su più stagioni e su distanze diverse di solito non vive di picchi isolati: costruisce base aerobica, capacità di cambio passo e resistenza al contatto. È una progressione che, nel fondo, vale quasi quanto una medaglia.

Perché il fondo richiede qualità diverse dalla vasca

Pasquale Giordano, nuotatore italiano, festeggia una medaglia d'oro con un sorriso e un peluche rosso.

Chi legge solo il cronometro rischia di perdere la parte più interessante delle acque libere. Qui non basta nuotare forte: bisogna scegliere la posizione nel gruppo, orientarsi bene, sopportare variazioni di temperatura e cambiare ritmo nel momento giusto. Il drafting, cioè il fatto di sfruttare la scia di un avversario per risparmiare energia, è una delle differenze più concrete rispetto alla vasca.

Io la leggo così: in piscina conta soprattutto la precisione del gesto e la distribuzione del passo, mentre in open water aggiungi variabili che possono ribaltare una gara ben impostata. Una prova sui 10 km, per esempio, premia chi sa restare lucido quando il gruppo si spezza o quando la parte finale diventa un confronto di resistenza e posizionamento più che di pura velocità.

Aspetto Vasca Acque libere Effetto sulla prestazione
Ritmo Più controllabile e regolare Più variabile, con cambi improvvisi Serve maggiore adattabilità
Orientamento Linee e virate aiutano la traiettoria Va costruito con sighting, cioè la lettura visiva di boe e punti di riferimento Ogni errore di direzione costa metri e fatica
Contatto Limitato e prevedibile Più frequente, soprattutto nei gruppi Conta la capacità di restare composto sotto pressione
Energia Più facile da standardizzare Va gestita anche con alimentazione in gara Il calo nella seconda metà può essere decisivo

Questa differenza spiega anche perché un fondista completo non si misura mai con un solo numero. Il tempo dice qualcosa, ma il modo in cui quel tempo viene costruito dice molto di più. Ed è proprio questo che rende interessante la lettura tecnica del suo profilo.

Come si costruisce un profilo simile

Da risultati come questi io inferisco un lavoro molto ordinato su tre fronti: resistenza aerobica, tenuta del ritmo e capacità di adattarsi al contesto gara. Non serve inventare formule magiche. Nel fondo, i miglioramenti veri arrivano quasi sempre da una combinazione di chilometraggio utile, lavori a soglia e simulazioni specifiche di gara.

Se dovessi tradurre il profilo di un atleta come Giordano in elementi pratici di allenamento, mi concentrerei su questi punti:

  • serie lunghe in vasca per costruire economia di nuotata e resistenza al carico;
  • lavori a ritmo gara su blocchi da 400, 800 e 1500 metri per consolidare la soglia;
  • prove in acque libere con orientamento frequente, così il gesto non si rompe quando manca il riferimento della corsia;
  • esercizi di cambi ritmo e partenza forte, perché nel fondo la prima fase non è mai neutra;
  • gestione dell’alimentazione nelle prove più lunghe, soprattutto quando la distanza supera i 5 km.

Qui c’è un dettaglio che spesso viene sottovalutato: non basta “fare fondo”. Bisogna fare fondo con intenzione, cioè allenare il corpo a reggere uno sforzo lungo senza perdere efficienza tecnica. E quando questo succede, i tempi iniziano davvero a scendere.

Che cosa può imparare chi nuota agonisticamente

Il valore di un atleta non sta solo nelle medaglie, ma anche nel tipo di percorso che propone agli altri. Nel suo caso, il messaggio più utile per chi nuota agonisticamente è abbastanza chiaro: la progressione conta più dell’episodio isolato. Un bronzo giovanile, un titolo nazionale, un argento internazionale e un buon crono in vasca raccontano una costruzione, non un colpo di fortuna.

Se fossi a bordo vasca con un giovane atleta, gli direi di leggere questo tipo di carriera in modo molto concreto:

  • i risultati junior servono se portano verso il livello assoluto, non se restano chiusi nella categoria;
  • vasca e acque libere non sono mondi separati, perché la base di stile libero aiuta anche fuori dalla piscina;
  • nei 10 km il cervello conta quasi quanto le gambe, soprattutto nella parte centrale della prova;
  • le gare brevi di fondo possono essere ottime per misurare tenuta, coraggio e capacità di leggere il gruppo.

In pratica, il suo percorso dice una cosa semplice: il fondo si costruisce per accumulo, ma si verifica nei dettagli. E i dettagli, nel nuoto agonistico, sono spesso quelli che separano un buon atleta da uno davvero competitivo.

Il dettaglio che pesa quando il ritmo sale in gara

Se devo lasciare al lettore un’ultima chiave di lettura, è questa: nelle gare di fondo non vince quasi mai chi parte più aggressivo, ma chi sa restare efficiente quando il ritmo cambia. Nel profilo di Giordano vedo proprio questa qualità, cioè la capacità di tenere insieme distanze diverse, adattamento tattico e tenuta mentale.

Per chi segue il nuoto o si allena con obiettivi agonistici, il caso è utile perché mostra un principio molto concreto: la specializzazione nel fondo non nasce da un solo allenamento lungo, ma da anni di lavoro su ritmo, resistenza e lettura della gara. Se vuoi capire davvero un fondista, devi guardare come si muove tra vasca e acque libere, non solo quanto forte nuota sul finale.

Ed è questo, in definitiva, il modo più corretto di leggere il profilo di Pasquale Giordano: come quello di un atleta che ha trasformato la continuità in una qualità sportiva, e che nel nuoto agonistico italiano rappresenta bene il valore della progressione, più ancora della singola prestazione.

Domande frequenti

Il percorso citato nell'articolo parte dal bronzo nei 7,5 km agli Europei juniores 2021, passa per il bronzo nella 4x1500 m mixed ai Mondiali juniores 2022 e arriva all'argento nei 10 km della EA Open Water Swimming Cup 2025. A questo si aggiunge il titolo nazionale assoluto nei 2,5 km a Piombino, segnale di una progressione costruita nel tempo.

Perché il suo valore non dipende solo dal cronometro, ma anche da gestione del gruppo, orientamento, contatto e alimentazione in gara. In acque libere contano il drafting, cioè la scia degli avversari, e la capacità di cambiare ritmo senza perdere efficienza, mentre in vasca pesa di più la regolarità del passo.

L'articolo indica tre pilastri: serie lunghe per costruire resistenza, lavori a ritmo gara su 400, 800 e 1500 metri per consolidare la soglia, e prove specifiche in acque libere con orientamento frequente. Sono utili anche partenze forti, cambi di ritmo e gestione dell'alimentazione nelle distanze oltre i 5 km.

Che la progressione conta più dell'episodio isolato. I risultati junior servono davvero solo se preparano il passaggio al livello assoluto, e nel fondo la testa pesa quasi quanto le gambe, soprattutto nella parte centrale e finale della gara. L'articolo suggerisce anche che gare brevi di fondo sono ottime per testare tenuta, coraggio e lettura del gruppo.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

fondo acque libere drafting juniores soglia

Condividi post

Amedeo De luca

Amedeo De luca

Mi chiamo Amedeo De Luca e da 11 anni dedico la mia attenzione al mondo delle piscine, del nuoto e del benessere acquatico. La mia passione per questo settore è nata dalla semplice gioia di stare in acqua, un elemento che considero fondamentale per il relax e la salute. Nel corso di questi anni, ho avuto modo di approfondire le dinamiche legate alla gestione delle piscine, alle diverse tecniche di nuoto e a tutto ciò che ruota attorno al benessere che l'ambiente acquatico può offrire. Mi impegno a condividere conoscenze chiare e accessibili, cercando sempre di semplificare argomenti complessi e di presentare informazioni aggiornate, frutto di ricerche accurate e di un confronto costante con le tendenze del settore. Il mio obiettivo è fornire contenuti utili e affidabili per chiunque voglia avvicinarsi o approfondire questi argomenti.

Scrivi un commento

Commenti

2
VE

Venceslao

Ah, Pasquale Giordano! Mi viene in mente la mia vicina, la signora Rossi, che ogni tanto mi racconta delle gare di nuoto di suo nipote. Lei è sempre così orgogliosa, e mi dice che è una disciplina che richiede davvero tanta dedizione, sia in piscina che in mare aperto. Dev'essere un atleta con una forza di volontà incredibile per affrontare entrambe le sfide. Complimenti a lui! 🙂

RI

Riccardo88

GRANDE Pasquale! SEMPRE FORTE in vasca e anche in acque libere. UN VERO CAMPIONE, complimenti! 💪